William Turner a Catania

William Turner (1775-1851), il celeberrimo pittore inglese, visitò l’Italia più volte. Senza timore di smentita, si può dire che lo straordinario uso del colore che sarà la sua cifra stilistica nasce dall’incontro con il paesaggio italiano e, in particolare, con quello di Roma e del Sud d’Italia, da un lato, e con le trasparenze e i giochi di luce nell’acqua osservati a  Venezia, dall’altro. I viaggi italiani si svolgono  tra il  1819 e il 1828. Ma non è chiaro se, nei suoi vagabondaggi, l’inquieto artista vada oltre Napoli. Una ben precisa testimonianza  lo farebbe pensare. Alla Tate Gallery, troviamo uno schizzo datato, con approssimazione, 1825, nel quale è raffigurato un  mare in tempesta sul cui sfondo, si staglia, inequivocabile, il profilo della città di Catania. Ma William Turner si reca effettivamente in Sicilia o la sua rimane una suggestione da Gran Tour?  Si comporta il grande inglese come quei viaggiatori che  descrivono un’ascesa sull’Etna, mai avvenuta, ma della quale  narrano, con puntiglio, tutti gli esaltanti dettagli? William Turner, com’è noto, non si separa mai dai suoi taccuini sui quali si diverte a tracciare una sorta di diario di viaggio per immagini, delle vere e proprie instantanee da guardare e riguardare, a casa, per trarre spunti da utilizzare durante la composizione di nuove opere. Questa circostanza ci porterebbe a concludere che il viaggio nella città etnea sia effettivamente avvenuto e che il drammatico schizzo fu tracciato al momento della partenza, via mare, verso Messina, prima tappa del lungo viaggio di ritorno verso la madrepatria.

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