Thalass come acqua

 

A Modica, Alessandro Di Rosa, maestro  vetraio, celato nella sua bottega, distilla veri e propri pezzi unici, cornici in cui far risaltare le creazioni altrettanto preziose di chef stellati. Potremmo chiamarli piatti, ma sarebbe una definizione alquanto riduttiva per simili oggetti la cui trasparenza e commistione di materiali genera una magia unica. Ciccio Sultano, il famoso padrone del ristorante Duomo di Ragusa, non è stato l’unico a farsi incantare dai bagliori delle gemme di Thalass, opera del Merlino modicano, anche altri nomi prestigiosi gli hanno commissionato interi servizi. La sua ispirazione si cela nel nome Thalass, mare, in greco, che è quello della sua azienda. Il regno dell’antico Poseidone è cangiante: l’acqua ha mille sfumature, mille trasparenze, mille riflessi e quale materiale, meglio del vetro, può interpretarla? Ecco che l’acqua e la pietra, l’acqua e il legno si coagulano in essenze mai uguali: ora rotonde, ora quadrate o come il capriccio dell’elemento comanda. L’artista governa e sa fermare il divenire proteico della forma alla sua akmé e ce la consegna, intatta, come l’istante sublime l’ha creata.

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