Villa Igiea e il San Domenico Palace in vendita

Basta citare Hotel Villa Igiea a Palermo e l’Hotel San Domenico di Taormina per essere proiettati in piena Belle Époque, quando la Sicilia era la meta di un’élite internazionale (esisteva, udite, udite, un treno che collegava Parigi con Taormina) formata da intellettuali, teste coronate e facoltosi uomini di affari. Questi ultimi non potevano contentarsi di comuni locande come all’epoca esistevano in Sicilia, anche pulite e ben condotte, ma desideravano dimore all’insegna del lusso sfarzoso.

Villa Igiea nacque, alla fine del XIX secolo, per volontà di Ignazio Florio, il re di Palermo. Avrebbe dovuto essere un sanatorio, ma fu poi destinato a grande albergo. Villa Igiea è un capolavoro Liberty che può gareggiare e vincere con i suoi omologhi di Vienna e Parigi. Nata dal genio indiscusso di Ernesto Basile è un trionfo dello stile floreale, con il salone delle feste decorato dagli affreschi di Ettore De Maria Bergler e dalla boiserie di Vittorio Ducrot e ove, ancora oggi, campeggia Il mitico ritratto di Donna Franca Florio, in tutto il suo splendore, realizzato da Giovanni Boldini.

Il San Domenico Palace, a Taormina, ha, invece, un’altra storia.  Dopo la morte del barone Damiano Rosso, avvenuta nel 1435, i frati domenicani ereditarono, secondo la volontà di quest’ultimo, il palazzo del loro benefattore che divenne uno splendido convento, con un giardino famoso in tutta la Sicilia. Nel 1866, con l’eversione dell’asse ecclesiastico, i discendenti del nobile opposero che, mutando la destinazione religiosa, la donazione stabilita dal loro avo era da considerasi nulla. Rientrati in possesso del palazzo, alla fine del XIX secolo, i Rosso lo vendettero ad una società che lo trasformò in un lussuoso albergo che ha accolto sovrani, intellettuali, stelle del cinema fino agli attuali splendori.

In questi giorni, purtroppo, questi magnifiche testimonianze, insieme ad altre, saranno vendute all’asta, partendo da un’offerta base, a causa del piano concordatario tra la società Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone e i creditori per un valore totale di 246,2 milioni di euro:

  • Grand Hotel Villa Igiea di Palermo (66,7 milioni di base d’asta)
  • San Domenico Palace di Taormina (72,8 milioni);
  • Hotel Des Palmes di Palermo (29,7 milioni)
  • Hotel Excelsior di Palermo  (23,1 milioni)
  • Hotel Excelsior  di Catania (29,5 milioni)

Da un lato, è triste vedere una storia così importante ridotta a rudi e semplici cifre, ma, dall’altro, si può sperare che delle mani lievi e gentili accolgano questi fragili e preziosi scrigni come un dono da preservare.

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