Green rail

Quanti genitori davanti ad un figlio bighellone  sospirano, maledicendo il crudele destino! Il padre di Giovanni De Lisi, invece, ha pensato bene di offrirgli un lavoro come operaio nella sua azienda di cantieri ferroviari. Il giovanotto, munito di attrezzi, fu spedito a controllare i binari e lì è maturato il lampo di genio che cambierà la storia delle ferrovie nel mondo.

Per comprendere  l’idea bisogna partire dal materiale. La traversa per le rotaie è stata realizzata, fino ad oggi, in calcestruzzo e legno con un impatto ambientale micidiale e un deterioramento continuo che comporta costi notevoli. La start up Green Rail, ideata, nel 2012, dal giovane imprenditore palermitano  immagina traverse realizzate in gomma riclicata da vecchi copertoni. Il nuovo materiale ha infiniti vantaggi: 1) è ecologico (50 tonnellate di pneumatici per ogni chilometro); 2) abbassa i costi di manutenzione; 3)  produce energia a costo zero che alimenta la stessa stazione ferroviaria; 4) rende l’esperienza del viaggio in treno estremamente gradevole in quanto non si percepiscono più gli scossoni tristemente noti. Il brevetto di Giovanni De Lisi è oggi registrato in 148 paesi e ha potuto contare su importanti partner, quali il Politecnico di Milano, la Edison s.p.a. e l’Istituto Italiano di Tecnologia.  Si avvia, a fine 2015, a superare la fase di test per mettere in produzione la prima traversa Green Rail  Basic alla quale seguirà la produzione della Green Rail Piezo, quella che immagazzina l’energia dovuta al passaggio del treno. Quest’ultima ha vinto il premio SME Horizon 2020. e  l’Edison Start up per citarne solo alcuni. Green rail ha suscitato molto interesse e ha ricevuto molte commesse. Le traverse non saranno prodotte in Italia. Pesano troppo, ma saranno fabbricate in loco attraverso una cessione delle specifiche teniche. Giovanni De Lisi ha le idee molto chiare: non ha voluto cedere la sua idea a nessuno, ma ha ricercato solo partnership fidate. Il mercato dei mezzi di trasporto è in continua espansione e, a suo parere, è in questo settore che l’Italia deve puntare in linea con la grande tradizione di industria altamente innovativa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *