Il panuozzo è arrivato in Sicilia!

Giuseppe Mascolo era un noto pizzaiolo di Gragnano, vicino Napoli.  Nel 1983, sfinito dalle lamentele dei figli, ingrati, stufi di mangiare sempre le rinomate squisitezze paterne, si cimentò in una nuova creazione. Con il pane in pasta si ritagliò una forma  lunga 25 – 30 centimetri  da passare subito in forno. Dopo la cottura, farcì la nuova creatura con pancetta e mozzarella e la rimise in forno per una seconda, breve cottura, al fine di scaldare gli ingredienti del ripieno e amalgamarli con l’impasto. La reazione dei ragazzi fu entusiastica. In breve tempo, la storia della nuova leccornia passò di bocca in bocca. Tutto il paese la voleva assaggiare e  venivano  anche dai paesi vicini e da Napoli, fino a diventare  la mania del momento e, infine, un vero marchio doc registrato tra le eccellenze campane. Ma gli mancava il nome. A battezzare il frutto dell’ingegno paterno fu – pare – la tredicenne Pasqualina Mascolo, figlia dell’artista, che lo chiamò  panuozzo.  D’allora campeggia, da sovrano, nel menù della  Pizzeria Mascolo e, via via, ha trovato la sua strada per il mondo.

Se volete assaggiare il  panuozzo, in Sicilia, dovete andare a Catania e fare un salto alla Corte dei medici.  Nel menù troviamo il panuozzo con tre diverse farciture: dal più tradizionale, con salsiccia e friarelli, a quello più local, con prosciutto crudo di suino nero dei nebrodi e mozzarella di bufala siciliana. Il panuozzo  ha il pregio di essere un alimento dall’ottimo equilibrio nutrizionale e, vista la leggerezza dell’impasto lievitato per 72 ore,  è anche molto digeribile.

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