Il gelato siciliano o il Nirvana in dodicesimo.

Quando il siculo  Procopio Coltelli (1651-1727), nel 1686, aprì la prima gelateria a Parigi non credeva di aver contribuito, in modo efficace, alla felicità del genere umano. Chiunque abbia gustato un bel gelato (preparato a regola d’arte) sa di cosa si discute: il gelato, al contatto con il calore del palato, si scioglie in mille deliziosi rivoli e accarezza le papille con  la delicata mano di un pianista che non schiaccia con foga, ma sfiora, appena, i tasti e li fa vibrare uno ad uno. Gli effetti sulla psiche sono altrettanto intensi: concentrati sul fuoco d’artificio del gusto non si pensa, per venti deliziosi minuti, agli affanni e alle pene. Il tempo è sospeso, il flusso dei fenomeni si è arrestato e un piccolo paradiso ha spalancato le sue porte. E’, senza dubbio, una felicità minima, ma di queste micro-dolcezze si nutre il cuore umano. Con entusiasmo si scopre, quindi, che ci sono, in Sicilia, cinque tra i migliori gelatieri d’Italia. Al Sigep, il salone italiano di gelateria, pasticceria e panificazione svoltosi a Rimini,   si è classificata, al quinto posto,  Giovanna Musumeci  (pasticceria Santo Musumeci di Randazzo- Catania); all’ottavo, Maurizio Liparoti (gelateria Liparoti di Trapani); al dodicesimo, Francesco Campisi (gelateria Dolcegelato di Bagheria – Palermo); al tredicesimo, Antonio Adamo (Caffè Adamo di Modica – Ragusa); e, al quattordicesimo, Nicola Antonio Salerno (Pasticceria Il Bignè di Caltanissetta). Presso di loro  questi ambiti nirvana in dodicesimo sono, incredibilmente, a portata di mano!

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