Slow Food: presidi in Sicilia II

Come ciliegie succose, certi piaceri ne impongono subito altri. Perché allora indugiare e non continuare a deliziare gli occhi e la fantasia con un tripudio di altre bontà? Slow food ci porta alla scoperta di sapori squisiti e nuovi (perché tanto antichi)  e ci invita a sottrarli a quell’oblio che, ahimé, pende su ogni gloria umana.

1. Fava cottoia di Modica. Il cibo di Bertoldo.
2. Fava larga di Leonforte. Da mangiare crude con cipolline fresche e pecorino.
3. Fragolina di Sciacca e Ribera. Il mio regno per un gelato!
4. Lenticchia di Ustica. La piccina d’Italia.
5. Lenticchia di Villaba. Dalle qualità ferree.
6. Maiorchino. Guarda come ruzzolo.
7. Mandarino tardivo di Ciacculli. L’ultimo dei re.
8. Mandorla di Noto. Straziami, ma di paste (di mandorla) saziami.
9. Manna delle Madonie. La stalattite eletta.
10. Masculina da maggia. Il pesce dei Malavoglia.

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