Slow food: i presidi in Sicilia.I

Fino alla fine del XX secolo, il porno è stato la grande ossessione. Quella per il nudo, per l’esibizione del sesso femminile, in particolare, rimandava alla  grande domanda: quella sull’origine. Ciò che prima era nascosto, velato, diventa mostrato, anzi  squadernato, senza pudore. Nel XXI secolo, travolti dalla grande noia, avendo scoperto che il sesso, alla fine, non risponde a nessuno dei quesiti fondamentali, si è tornati al cibo, pièce de résistance delle passioni umane.

Ecco nascere il food-porn: i piatti, fotografati sudati e con abiti trasparenti, rivelano gli squisiti ingredienti di cui sono composti. Dettagli sapienti  fanno immaginare, con un brivido, quali delizie proveranno le nostre papille gustative una volta che avremo consumato il tanto desiderato rapporto. Cibo, tuttavia, anche vetuperato e disprezzato, come una prostituta, perché  lancia, con i suoi odori e sapori, occhiate seduttive che inducono ad una caduta da smaltire correndo e  spargendo lacrime sulla nostra scarsa resistenza alle tentazioni. Ma se vogliamo peccare fino in fondo meglio farlo, al massimo, con scelte che ci lascino, oltre che qualche chilo in più, il ricordo di momenti indimenticabili.

Vi propongo un magnifico catalogo delle specialità Slow food siciliane. Starà a voi scegliere il compagno o la compagna che più vi aggrada. Partiamo dai primi dieci, con l’esclusione di animali protetti (asino ragusano) o carni (suino dei Nebrodi).

  1. Aglio rosso di Nubia (Paceco). Preparate un pesto alla trapanese e poi discutiamo, ma a debita distanza.
  2. Alaccia salata di Lampedusa. «Per il corpo di 100.000 sardine!», come direbbe Braccio di Ferro.
  3. Albicocca di Scillato. Un nettare!
  4. Cappero di Salina. Dedicato a chi non mangia i capperi. Per cambiare idea.
  5. Carciofo spinoso di Menfi. Gusto selvatico al cubo.
  6. Cavolo Trunzu di Aci. E che cavolo!
  7. Cavolo vecchio di Rosolini. Il superman della categoria per proprietà antiossidanti.
  8. Cipolla di Giarratana. Così dolce da baciare.
  9. Cuddriredda di Delia. Trionfo di cannella e scorza d’arancia.
  10. Fagiolo badda di Polizzi. Provateli con il finocchio selvatico.

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