Caitlin Thomas

C’era una volta un poeta, un grande poeta, Dylan Thomas  che, dalla natia Inghilterra, era divenuto famoso per i suoi versi così belli e disperati. Aveva il vizio di bere molto, anzi moltissimo. Aveva trovato in Caitlin, sua moglie, non solo una compagna di avventure, ma anche di bevute. Morto improvvisamente il marito, la giovane donna si ritrovò sola e con figli. L’Inghilterra cominciò a starle stretta e, nel suo infinito vagare, giunse a Taormina, ospite, a Casa Cuseni, presso Miss Daphne Pelps. Quest’ultima non fu entusiasta del suo arrivo perché conosceva le pessime abitudini della signora Dylan: bere fino quasi all’incoscienza e far amicizia, in quelle condizioni, di non perfetti gentiluomini che si approfittavano di lei. In questo mare agitato che era la sua vita, ecco arrivare Giuseppe Fazio, aiuto- regista, nato a Catania, inizialmente guardato in cagnesco dagli amici della vedova. Ma, in seguito, anche i più ostili dovettero ricredersi. Giuseppe Fazio, nel lungo arco di tempo in cui furono legati, si prese cura di Caitlin Thomas, dei figliastri e di Francesco, il loro bambino. La vita della bella irlandese, segnata dal tempestoso rapporto con il suo antico amore, si conclude, a Catania,  in toni più pacati e con una autobiografia grazie alla quale  riesce a comprendere e a perdonare il suo straordinario passato.