Bicicletta Montante, ovvero uno Stradivari su due ruote

 Calogero Montante (1908-2000) nasce a Serradifalco. «Nomen, omen» dicevano i latini e non si sbagliavano! Il piccolo Calò ha una feroce passione per la meccanica e, in particolare, ama alla follia la bicicletta: il telaio, i meccanismi, la catena. Non si stanca mai di osservare, di smontare e di rimontare i pezzi fino ad impadronirsi dell’essenza di quell’oggetto tanto amato. A 18 anni, costruisce la sua prima bicicletta e non si ferma più. I suoi aggeggi non sono, però, uguali a quelli della concorrenza. Sono, invece, robusti e affidabili tanto che, volata la fama, il piccolo imprenditore comincia a ricevere commesse anche dalla Reale Arma dei Carabinieri per veicoli che resistano alle tremende strade di montagna fino alle richieste più peregrine per apparecchi di lusso personalizzati per sportivi o per nobili esigenti. L’aristocrazia dei nomi e del denaro si è, infatti, appassionata al nuovo giocattolo ma, perbacco, deve essere una fuoriserie. Ed eccoli accontentati: la bicicletta su misura, come fosse un vestito e costruita interamente a mano e con dettagli  ricercati e rari.

Superati, con difficoltà, gli anni della Seconda Guerra Mondiale,  la Ditta Montante ritorna sul mercato, diversificando in altri settori meccanici. Alla sua morte, il piccolo Calò ha lasciato ai suoi eredi un  impero che si articola in grandi gruppi: la MSA che progetta e produce ammortizzatori per aziende quali Siemens, Alstom, Bombardier (fatturato 40 milioni di euro) e la rediviva Cicli Montante che ha un fatturato di circa 20 milioni di euro e produce solo biciclette da sogno per sportivi o miliardari che sognano di possedere uno Stradivari su due ruote.