A cena con Epifanio Comis

Epifanio Comis, nato a Catania, è un pianista di fama internazionale che ha suonato nei teatri più prestigiosi in Europa, negli Stati Uniti e in Asia. Dopo un’intensa carriera concertistica ha deciso di dedicarsi all’insegnamento. È docente di pianoforte presso l’Istituto Superiore di studi musicali “Vincenzo Bellini” a Catania e da anni promuove nuovi talenti. Nel 2011, ha fondato l’Accademia pianistica siciliana presso la quale è possibile seguire masterclass per affinare la tecnica e l’interpretazione pianistica in vista di concorsi musicali. Nel 2013 è stato insignito del premio Rachmaninov presso il conservatorio Tchaikovsky a Mosca per il contributo dato allo studio e alla diffusione dell’opera del grande musicista russo.

Ieri sera, Epifanio Comis è stato ospite graditissimo alla Corte dei medici e non abbiano perso la ghiotta occasione di sottoporlo alla nostra rituale intervista (con sorpresa finale). Insieme a lui vi erano gli allievi, ma già affermati concertisti, Alberto Ferro, Giovanni Bertolazzi, Florian Mitrea e Dmitry Shishkin. Gli ultimi tre, l’11 settembre, hanno inaugurato, con un magnifico concerto al Palazzo della Cultura, la Masterclass 2017.

Alberto Ferro (1996), per citare solo uno tra i tanti riconoscimenti, ha vinto nel 2015 la XXXII edizione del Concorso Pianistico Nazionale “Premio Venezia”, riservato ai migliori diplomati d’Italia. Giovanni Bertolazzi (1998) ha iniziato un’apprezzata carriera di solista ed è stato l’unico pianista italiano selezionato al concorso per borse di studio presso l’Accademia pianistica “Incontri col Maestro” di Imola. Florian Mitrea (1989) nel  2016 ha vinto il  Verona International Piano Competition ed è arrivato secondo al concorso biennale James Mottram International Piano Competition tenutosi presso il Royal Northern College of Music a Manchester, nel Regno Unito. Dmitry Shishkin (1992) è arrivato terzo al Concorso internazionale Ferruccio Busoni (2013) ed era tra i finalisti del XVII Concorso pianistico Fryderyk Chopin e del XV Concorso internazionale Tchaikovsky.

Ho fatto. Da ragazzo, ho iniziato la carriera di concertista che mi ha dato grandi riconoscimenti e soddisfazioni. Il concerto per me indimenticabile fu quello che, giovanissimo, diedi al Teatro Massimo Bellini nella mia città. Suonare da professionista in quel teatro fu un’emozione grandissima. Indimenticabile. È anche molto bello il periodo che sto vivendo in questi anni, quelli della maturità. La docenza a tempo pieno mi dà modo di condividere tutte le mie esperienze, il mio percorso con gli allievi.

Canta una canzone. Epifanio Comis sorride – Se devo scegliere una canzone pop, allora è “Margherita” (Riccardo Cocciante ndr). Non c’è un motivo particolare. Noi musicisti, forse, abbiamo un atteggiamento snob verso questo tipo di musica, ma devo dire che questa, in particolare, mi piace. L’ascoltavo da ragazzo, Forse è questa la ragione.

Vorrei fare. -Mentre si accinge ad assaggiare una gustosa pizza al salmone, Epifanio Comis ci svela due dei suoi progetti – Vorrei dedicare del tempo ai miei figli per dar loro modo di seguire le loro inclinazioni. Voglio assecondare le loro scelte. In seconda battuta, lo stesso discorso vale per i miei allievi. Vorrei – Epifanio, dietro l’aspetto bonario, cela una profonda consapevolezza – poter esaudire i  loro desideri, svelarli a loro stessi. Vorrei che avessero una carriera, nel senso alto del termine, come l’ho avuta io.  Ci sarebbe anche un terzo progetto, ma quello lo tengo per me. – Non riusciamo a fargli dire una parola di più –

Follia. È follia oggi – credo di poterlo dire – voler essere un musicista. In un mondo in cui dominano la superficialità, l’estremismo e l’insensibilità non c’è posto per chi si prepara, con serietà, a portare avanti un mestiere basato sulla profondità, sulla dedizione per poter gestire quanto accade sul palcoscenico. Oggi, piuttosto che la preparazione, per avere successo, a parità di talento, è necessario il personaggio, il fenomeno con tutto un eccesso di virtuosismo veramente antiquato e deleterio per chi ama la musica.

Acqua. Sono catanese e la relazione con il mare è sempre esistita. Ma mi vorrei soffermare sulla contrapposizione tra i due elementi che caratterizza la nostra isola: il fuoco e l’acqua. Non sono solo elementi naturali, ma entrano pienamente nell’interpretazione musicale. Sono un grande motivo di ispirazione. Lo si nota in molti musicisti. L’aspetto immaginativo della musica è fondamentale. Il repertorio è spesso ispirato all’opera e al balletto. Bisogna conoscere questi spunti.

Formazione.  Ho avuto molti maestri, ma quelli che reputo fondamentali sono stati Agatella Catania negli anni della mia formazione giovanile, Boris Petrushansky e Piero Rattalino per il perfezionamento. Quest’ultimo mi ascoltò al Teatro Massimo Bellini e cominciò da lì il nostro rapporto. Mi ha insegnato la musica e tutto il resto: sapeva unire e fondere le diverse arti per riversarle nella partitura. Non mi ha consigliato dei libri in particolare. Ecco, lo dico – Epifanio accenna un sorriso – durante le lezioni era lui stesso un meraviglioso libro.

Uomo. Per me è colui che riesce a trasformarsi  e a reinventarsi sulla base delle esperienze di vita. Alcuni rimangono sempre bambini. Non fanno tesoro di quanto di buono o anche, attenzione, di cattivo la vita ha riservato loro. La trovo una mancanza grave. La mia maturità è la somma dei miei accadimenti che mi hanno portato a mutare, a evolvermi. Ora, per esempio, sono un docente e provo una soddisfazione che dipende proprio dal percorso che ho fatto per arrivare sin qui.

Cosa pensi ora? In questo momento sono in compagnia di bellissime persone e sono contento.

Errore. Gli errori si dice che siano fondamentali. Io ne ho fatti, come tutti, ma si tratta di sbagli che mi hanno consentito di vedermi in un’altra ottica e in un’altra luce. I miei sono stati, tutti sommato, incidenti di poca importanza. Non decisivi per il mio percorso di vita o per quello di musicista. Errori veniali – Epifanio Comis chiosa, divertito, e si inventa un nuovo tipo di errore. Ne terremo conto -.

Famiglia. Sarò banale, ma la famiglia è il centro della mia vita. Mio padre e mia madre, che hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia vita, mi hanno sempre sostenuto e tutt’ora continuano a farlo con mia moglie, i miei figl,  i miei suoceri e mia sorella col marito che mi hanno aiutato ad essere quello che sono oggi. Tutto per me ruota intorno a loro che mi spingono e mi danno la forza di portare avanti il mio lavoro.

A questo punto, finora convitati di pietra, lasciamo parlare gli allievi di Epifanio Comis, giovani e brillanti talenti della musica ai quali si chiede un aggettivo per definire il maestro e cosa ha insegnato loro in particolare.

Alberto Ferro: Paterno. Mi ha insegnato la musica sia oggettivamente sia soggettivamente. Oltre a rispettare la partitura bisogna pensare non solo con la mente ma con il cuore.

Giovanni Bertolazzi: Completo. Ha una cura estrema per tutti gli aspetti.  Mi ha insegnato a mantenere un’identità nella correttezza e a riuscire a far musica in maniera autentica.

Florian Mitrea: Molto appassionato. Mi ha insegnato a lavorare ore di seguito senza sentire fame o sete con abnegazione e mi ha fatto comprendere che i dettagli sono importanti, ma che la musica deve essere un’esperienza completa. La foresta è formata da tanti alberi che, tutti insieme, formano una foresta. Ecco, non bisogna dimenticarlo!

Dmitry Shishkin: Amazing! Mi ha insegnato il suono, il tempo durante l’esecuzione musicale per comprendere la struttura della partitura che ha una tessitura sinfonica.

A questo punto, tocca al maestro farci conoscere pregi e difetti dei suoi allievi:

Alberto Ferro: Il difetto è che è nato a Gela – tutti a tavola scoppiano a ridere – . Il suo pregio è la grande maturità esecutiva, nonostante la giovane età.

Giovanni Bertolazzi: Il difetto è che è nato a Verona – il tormentone continua – . E’ un ragazzo di eccezionale talento.

Florian Mitrea: è nato in Romania. Ha una modestia rara che gli consente di scoprire sempre nuove sfumature per interpretare un brano.

DmitryShishkin : è nato a Mosca. Ha sempre sete di nuovi stimoli. Dalla Russia ha deciso di trasferirsi a Catania per apprendere un diverso approccio alla musica, più aperto allo sviluppo di una sensibilità interpretativa e all’incontro con l’individualità del maestro.

Guest star della serata, serafiche, dolci e molto belle sono la figlia adolescente e la moglie del maestro siciliano. Anche a loro abbiamo chiesto, implacabili, un aggettivo per definire Epifanio Comis e cosa ha insegnato loro.

Cristina (figlia): Stacanovista. Mi ha insegnato la determinazione. 

Melù Anastasio (moglie): Integerrimo. Mi ha insegnato la condivisione in tutto, sia nella vita privata che in quella professionale.

con queste parole quanto mai indicative della natura e del valore del maestro chiudiamo la nostra intervista. Per chi volesse ascoltare Epifanio Comis, vi ricordiamo che l’8 ottobre, alle ore 18.00 presso la Chiesa monumentale della Badia di Sant’Agata quest’ultimo si esibirà nella formazione Quartetto Ludwig con i musicisti Vito Imperato (primo violino del Teatro Massimo Bellini di Catania), Gaetano Adorno (viola), Benedetto Munzone (violoncello) ed eseguiranno brani di Mozart e Faurè nell’ambito della manifestazione Catania Wondertime 2017.

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