Franco Maria Ricci e la Sicilia

Le storie che riguardano la Sicilia hanno, spesso, dell’incredibile nel bene e nel male. Franco Maria Ricci è un editore, un designer, un collezionista molto famoso. Potremmo dire che è già una leggenda in vita. Sembra anzi strano che un uomo, dotato di tali infiniti e molteplici talenti, si sia ritirato, ancora giovane, per godere i meritati ozii in una magione bellissima e misteriosa nella quale, oltre ad aprire un museo dedicato alle sue opere d’arte, è previsto anche un labirinto infinito di canne di bambù, pegno d’amicizia in ricordo di Jorge Luis Borges, suo grande e sempre rimpianto amico.

Oltre alle sue opere, Franco Maria Ricci ha altre grandi passioni, una delle quali è la Sicilia alla storia della quale ha dedicato uno dei suoi  splendidi volumi. Ma l’amore non si nutre solo di languori e di fervori interiori di un temperamento costante, ma timido. Ha anche bisogno di un coup de théâtre, come quando si regala all’innamorata un enorme bouquet di peonie bianche o un prezioso gioiello antico. Il nostro eroe, un giorno, sfogliando, con occhio distratto, il catalogo di un antiquario sentì un brivido di piacere: aveva trovato la magnifica preda da donare all’isola da lui tanto vagheggiata. Nel 1811, Giuseppe Riggio (1758-1830), un farmacista siciliano, aveva creato un giardino botanico sulla timpa di Acireale in un suo terreno. Per diletto, aveva voluto che quel fragile eden non scomparisse con la sua dipartita, ma fosse immortalato a futura memoria nell’Aci hortus regius,  un’opera con illustrazioni. A questo scopo incaricò Emanuele Grasso, pittore acese, che dipinse ad acquarello 753 tavole di fiori e piante in uno stile attento a garantirne un’efficace resa estetica. Ricci, riconosciuto il volume, non esitò a spendere una somma importante (100.000 euro) per comprare i quattro tomi dell’opera venduti dall’ultimo erede del suddetto botanico e deporli ai piedi della sua bella, come un antico cavaliere. La splendida Biblioteca Zelantea di Acireale che già possedeva, per lascito testamentario, l’intera biblioteca di Riggio, ora può fregiarsi anche del volume più prezioso dell’illustre concittadino. Se un dono reca sempre grande piacere a chi lo fa, poter offrire ad un amico quello unico e raro è un sogno che si avvera.